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Mappa di pericolosità sismica






Classificazione sismica al 2012


Valutazione del rischio sismico e progettazione anti-sismica

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica. La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della Penisola, lungo la dorsale appenninica (Val di Magra, Mugello, Val Tiberina, Val Nerina, Aquilano, Fucino, Valle del Liri, Beneventano, Irpinia), in Calabria e Sicilia e in alcune aree settentrionali, come il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale. Solo la Sardegna non risente particolarmente di eventi sismici.

Pertanto la probabilità che un edificio in Italia, nel corso della sua vita utile, sia colpito da un evento sismico è tanto più elevata quanto maggiore è il livello di pericolosità sismica della zona in cui l’edificio ricade.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha una fitta rete di sensori che monitorano tutto il territorio nazionale ed in tempo reale danno evidenza degli eventi sismici rilevati. Questa attività unitamente alle informazioni derivanti dall’archeologia sismica, hanno consentito di definire delle mappe della pericolosità sismica del territorio italiano in funzione della probabilità di accadimento di un evento sismico di determinata intensità in un determinato periodo temporale.

La pericolosità sismica, come anche richiamato nella mappa dell’INGV, è intesa quindi in senso probabilistico come lo scuotimento del suolo atteso in un dato sito con una certa probabilità di eccedenza in un dato intervallo di tempo, ovvero la probabilità che un certo valore di scuotimento si verifichi in un dato intervallo di tempo. La Mappa MPS04 ad esempio fornisce indicativamente i valori di accelerazione sismica del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, ossia da un’indicazione dell’accelerazione del suolo che si avrebbe in occasione di un evento sismico che può verificarsi con un tempo di ritorno di 475 anni (per approfondimenti si rimanda al sito dell’INGV- Progetto S1). La pericolosità sismica è una caratteristica del sito e dipende esclusivamente da fattori naturali indipendenti dall’opera umana.

Cosa diversa è invece il rischio sismico. Questo dipende dalla valutazione dei danni che un evento sismico potrebbe produrre, sia in termini di persone coinvolte, sia in termini di costi economici.

Il rischio sismico di una certa area dipende dalla pericolosità sismica, dai beni esposti sul territorio (persone, abitazioni, beni culturali, industrie, impianti particolari, infrastrutture in generale) e dalla vulnerabilità degli stessi beni. La vulnerabilità è la propensione a danneggiarsi di una struttura, ovvero la sua scarsa resistenza all’azione del terremoto. Il rischio sismico PUO’ essere drasticamente ridotto con interventi di riduzione della vulnerabilità, cioè di miglioramento del comportamento sismico di una struttura (cit. INGVCPS).

Diventa quindi centrale l’analisi e lo studio degli edifici nuovi ed esistenti anche in relazione alle tecniche ed alle normative con le quali sono stati costruiti al fine di poterne valutare la vulnerabilità al sisma e quindi il rischio connesso alla pericolosità del sito.

Il primo decreto che regolamentava le costruzioni in zona sismica in Italia risale al 1627 edito dopo un grave terremoto che colpi la Campania (per approfondimenti si rimanda alle pagine di Ingegneria Sismica Italiana). Successivamente sono state emanate numerose leggi e regolamenti, sovente all’indomani di gravi eventi sismici. Il primo vero regolamento sismico è forse il R.D. n. 640 del 1935 con le modifiche del 1937, del 1962, del 1974 e del 1975. Nel 1996 è stato emanato il DM 09/01/1996 che ha ulteriormente aggiornato i criteri di valutazione delle azioni sismiche ed ha consentito l’utilizzo degli Eurocodici. La normativa sismica in Italia ha però fatto un notevole passo avanti soprattutto con l’OPCM 3274 del 2003 con la quale si è passati da una normativa puramente prescrittiva ad un approccio prestazionale per le strutture in zona sismica.

Oggi si opera sulla base del D.M. 14/01/2008 e della successiva Circolare 617 del 02/02/2009 che ha allineato la normativa italiana a quella europea e che tiene conto degli ultimi progressi in materia di ingegneria sismica.

Ad oggi quindi le conoscenze nei campi dell’ingegneria e della geologia sono tali che è possibile condurre approfondite analisi dei fabbricati esistenti finalizzati a determinarne la vulnerabilità sismica e quindi a progettare gli eventuali interventi di miglioramento o adeguamento delle strutture per ridurre il rischio.

Purtroppo la sensibilità della maggior parte della popolazione verso tali problematiche, soprattutto nelle zone a bassa pericolosità sismica, è alquanto ridotta. Negli ultimi anni ad esempio si è molto puntato sul risparmio energetico (tanto che oggi per acquistare o affittare un abitazione è obbligatorio redigere l’APE - Attestato di Prestazione Energetica), e negli ultimi anni sempre più utenti sono diventati più attenti a tali aspetti. Questo tipo di attenzione non si ha però verso le strutture e raramente chi acquista un’abitazione è consapevole di come è stata costruita, di quale sia la tipologia costruttiva o la normativa sismica utilizzata per la costruzione, se è stato redatto e depositato il collaudo delle strutture o ,infine, di quale sia la capacità di resistenza della struttura al sisma di progetto per il sito in cui sorge la costruzione.

Sono quindi auspicabili interventi normativi che avviino un processo di sensibilizzazione verso il rischio sismico e che parallelamente supportino i proprietari, con opportuni incentivi economici, ad investire nella valutazione della vulnerabilità sismica dei propri edifici e quindi nella progettazione e realizzazione degli interventi più idonei per la riduzione del rischio simico.  

La Orizon4 Srl, ha le competenze per dare il supporto tecnico ingegneristico nella valutazione della vulnerabilità sismica e nella progettazione degli interventi di miglioramento o adeguamento sismico.